martedì 15 marzo 2011

Adesso posso parlare di ALVEARE

Finalmente ne posso parlare.
Oggi, mercoledì 16, su Vanity Fair c'è il lancio del nuovo libro, che esce il 23 marzo per Rizzoli, con un'intervista a firma di Tamara Ferrari.

ALVEARE è un romanzo/no-fiction sulla 'ndrangheta in Lombardia, il racconto dell'impero che è nato e si è sviluppato come un alveare silenzioso: nascosto, mimetico, eppure perfetto, strutturato, organizzatissimo per il nutrimento esclusivo della sua Regina.
Mi è costato quasi tre anni di lavoro.

Racconto la periferia milanese in cui mi sono trovato a nascere, piena di affiliati, decine e decine di famiglie invisibili - come l'operazione "Infinito" solo a luglio ha documentato - le logiche e le modalità di presa di possesso del territorio, i ragazzini delle cosche dei quartieri popolari, e in particolar modo due di loro, Vincenzo Nucera e Mario Campanella, amici che volevano solo giocare a pallone e che si sono trovati in guerra solo perché figli di clan rivali.
Racconto i processi, le famiglie di 'ndrangheta, gli omicidi, le faide sanguinose e dimenticate, le SpA, gli affiliati dentro le università, a studiare alla Bocconi, come Michela e suo fratello Andrea, figli di un boss che gestisce il traffico di cocaina di un grande quartiere di Milano.
Racconto la carriera criminale di Pasquale e di suo figlio, Antonio, di professione riciclatori di denaro, titolari di due ristoranti e di una palestra.
Racconto il più grande mercato d'Italia, il porto di via Lombroso, l'Ortomercato, e chi lo abita ogni notte, sotto il caporalato delle cosche: Hasan, Micco Spicola, l'esercito multietnico di emigrati che forniscono le loro braccia per 3 euro l'ora.
Racconto le inchieste della procura antimafia e anche come si muore dentro gli ospedali governati dalla 'ndrangheta, le Asl.
Le signore anziane delle case popolari in mano alle cosche, le discoteche del centro in mano alla 'ndrangheta, i ristoranti dove andiamo a cenare e i bar dove facciamo colazione la mattina, il cacao sul tuo cappuccino, il croissant che ti mangi. La storia delle macchinette videopoker in cui butti i tuoi euro.
Racconto le connivenze politiche, le stanze dei bottoni.
Da Città Studi ai Navigli, da Desio a Niguarda, racconto ciò che di questa città e di questa regione non si è mai voluto vedere.

Come viene annunciato nell'articolo di oggi, ALVEARE diventerà anche un film.
La Wildside ne ha già acquistati i diritti cinematografici.
E' tempo che si sappia cosa davvero avviene nella testa del Paese che fino a oggi si è voluta considerare immune dal male.

4 commenti:

Sandro ha detto...

In bocca al lupo!
Sandro

giuseppe catozzella ha detto...

crepi, Sandro!

qeniwait ha detto...

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