lunedì 8 febbraio 2010

Milano, mafia e pomodori

Vi segnalo questo mio articolo, contrazione di un lungo reportage, uscito ieri sulla versione online de L'Espresso.
Si tratta delle infiltrazioni della 'ndrangheta nell'Ortomercato di Milano.
Buona lettura.

mercoledì 3 febbraio 2010

Qualcuno difenda Milano


Bellissimo incontro ieri sera allo Spazio Melampo a Milano, in via Tenca al 7.
Il primo degli incontri/lezioni (di 5) organizzati da Nando Dalla Chiesa. Ieri sera c'era, insieme a lui, Gianni Barbacetto, che ha parlato della presenza della mafia a Milano dalle origini fino a Tangentopoli.
L'appuntamento per tutti quelli che vogliono è ogni martedì alle 21 in via Tenca al 7.
Ci vediamo lì.

lunedì 25 gennaio 2010

Un buon momento per fare lo scrittore

Copio da MinimaetMoralia questa traduzione di Martina Testa da alcune "perle" di David Foster Wallace, il mai troppo compianto enorme scrittore americano scomparso il 12 settembre del 2008.

Personalmente, credo che questo sia veramente un buon momento per un giovane che voglia cominciare a scrivere narrativa. Ho degli amici che non sono d’accordo. Al giorno d’oggi la narrativa di qualità e la poesia sono emarginate. È un errore in cui cadono parecchi dei miei amici, questa vecchia idea secondo cui «Il pubblico è stupido. Il pubblico vuole andare in profondità solo fino a un certo punto. Poveri noi, siamo emarginati perché la tv, la grande ipnotizzatrice… bla bla bla». Ci si può mettere seduti in un cantuccio e piangersi addosso quanto si vuole. Ma è una stronzata. Se una forma d’arte viene emarginata è perché non parla davvero alla gente. E un possibile motivo è che la gente a cui si rivolge sia diventata troppo stupida per apprezzarla. Ma a me sembra una spiegazione troppo semplice.

Se uno scrittore si rassegna all’idea che il pubblico sia troppo stupido, ad aspettarlo ci sono due trappole. Una è la trappola dell’avanguardismo: si fa l’idea che sta scrivendo per altri scrittori, perciò non si preoccupa di rendersi accessibile o affrontare questioni di ampia rilevanza. Si preoccupa di far sì che ciò che scrive sia strutturalmente e tecnicamente all’avanguardia: involuto nei punti giusti, ricco di appropriati riferimenti intertestuali… L’opera deve sprizzare intelligenza. Ma all’autore non importa nulla se sta comunicando o meno con un lettore a cui freghi qualcosa di quella stretta allo stomaco che è poi il motivo principale per cui leggiamo. Sul fronte opposto ci sono opere volgari, ciniche, commerciali realizzate secondo formule prestabilite — essenzialmente, il corrispondente letterario della tv — che manipolano il lettore, che presentano materiale grottescamente semplificato con uno stile avvincente perché infantile.

La cosa strana è che questi due fronti sono in lotta fra loro ma hanno un’origine comune, che è il disprezzo per il lettore: l’idea che l’attuale emarginazione della letteratura sia colpa del lettore. Il progetto che vale la pena di portare avanti è invece quello di scrivere qualcosa che abbia in parte la ricchezza, la complessità, la difficoltà emotiva e intellettuale dell’avanguardia, qualcosa che spinga il lettore ad affrontare la realtà invece che a ignorarla, ma che nel fare questo provochi anche piacere nella lettura. Il lettore deve sentire che qualcuno sta parlando con lui, non assumendo una serie di pose.

In parte, tutto questo ha a che fare col fatto che viviamo in un’epoca in cui abbiamo a disposizione una quantità enorme di puro intrattenimento, e bisogna capire come può la letteratura ricavarsi un suo spazio in un’epoca di questo tipo. Si può provare ad affrontare il problema di cosa sia a rendere magica la letteratura in maniera diversa dalle altre forme di arte e spettacolo. E a capire in che modo la narrativa possa ancora affascinare un lettore la cui sensibilità è stata in massima parte formata dalla cultura pop, senza diventare un’ulteriore palata di merda fra gli ingranaggi della cultura pop. È qualcosa di incredibilmente difficile, sconcertante e spaventoso, ma è un bel compito. C’è una quantità enorme di intrattenimento di massa ben realizzato e ben confezionato: credo che nessun’altra generazione prima di noi si sia trovata a fronteggiare una cosa del genere. Essere uno scrittore oggi significa questo. Credo che sia il momento migliore per essere al mondo e forse il miglior momento possibile per fare lo scrittore. Certo, dubito che sia il più facile.

giovedì 21 gennaio 2010

Piovra Replay. Si intomba a cento passi da Palazzo Marino


Oggi l'articolo sulla mafia in Lombardia, dopo gli arresti di due giorni fa nel varesotto per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito dei rifiuti.
Su Nazione Indiana, e in prima pagina sul "Quotidiano della Basilicata".
Buona lettura.

martedì 19 gennaio 2010

Rifiuti tossici e gli Accarino in Lombardia

Arresti in Lombardia per organizzazione a delinquere, legata alle famiglie Accarino e Onorato, finalizzata al traffico illecito di rifiuti. Li sotterravano vicino Varese, alla "Valle". Come in Campania. 10 arresti, 40 indagati, 18 perquisizioni personali e locali, oltre al sequestro di due impianti di gestione rifiuti, 7 sedi legali di società, 18 automezzi, 4 immobili, 21 conti correnti bancari. Gli indagati - tra cui figurano anche direttori e impiegati di alcuni istituti bancari compiacenti - sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falsità documentale e riciclaggio. Gli ingenti guadagni sarebbero poi stati riciclati con l'acquisto di mezzi e attrezzature da impiegare nelle società collegate all'organizzazione, oppure acquistando nelle aste pubbliche, mediante prestanomi, unità immobiliari in passato pignorate alla famiglia Accarino. Salvatore Accarino, tramite la creazione di diverse società intestate a prestanome, dirigeva l'organizzazione, raccogliendo rifiuti speciali pericolosi e non dalle varie realtà industriali lombarde, soprattutto opifici, e anziché trasferirli in luoghi autorizzati, li avrebbe trasferiti nella "Valle" e in altri siti non autorizzati, con alti guadagni. Secondo quando accertato Accarino poteva disporre di parecchio denaro e numerosi conti correnti bancari intestati a società e persone a lui vicine. Nonostante il suo status di pluriprotestato, che impediva, di fatto, la titolarità dei depositi, Salvatore Accarino sarebbe stato sistematicamente favorito dai direttori e impiegati di banca di alcuni istituti di credito nelle province di Verbania, Varese e Milano.

venerdì 15 gennaio 2010

日本/日本国


Dal 1 al 9 gennaio in Giappone. La cerimonia della contemplazione dei ciliegi in fiore. Non erano in fiore, nessuno li guardava. La cerimonia della contemplazione del monte Fuji, quello dei cartoni animati.

sabato 19 dicembre 2009

Veltroni si stupisce

Veltroni si dice anche stupito dell'atteggiamento di D'Alema che apertamente confessa l'inciucio. E, certo, stupisce che anche D'Alema stia contraendo il morbo di Berlusconi che gli impedisce la gaffe pubblica (come quando, solo per citarne una, a Porta a Porta disse che il Presidente della Repubblica gli aveva promesso che il lodo Alfano sarebbe passato in Corte Costituzionale).

Stupisce. Sarebbe da andare, per lo meno, a rivedersi le dichiarazioni di Violante in Parlamento di qualche anno fa, per capire cosa c'è sotto - per esempio, e per restare all'attualità - alla mancata lotta alla mafia da parte dello Stato, dopo l'uccisione di due dei pochi magistrati della storia italiana che davvero ci hanno provato, pagando con la morte.